Il progetto espositivo è dedicato alle avanguardie storiche
russe, presentate dai primi del Novecento agli inizi degli anni Trenta
attraverso i capolavori di Marc Chagall, Vassily Kandinsky, Kazimir Malevic e
Pavel Filonov.
La mostra, curata da Sergio Gaddi, assessore alla cultura del Comune di Como e
da Evgenia Petrova, direttore scientifico del museo di stato russo di San
Pietroburgo, presenta 80 opere, tra oli, tempere e disegni, provenienti dalle
maggiori collezioni pubbliche russe, come il museo nazionale di San
Pietroburgo, i musei di Saratov, Tula e Ivanovo e da numerosi
collezionisti privati.
Chagall, Kandinsky, Malevic e Filonov, pur con diverse prospettive
pittoriche, allontanano il linguaggio dell'arte dalla logica della tradizione e
della borghesia, superando la visione dominante dell'impressionismo francese
per dare vita alle innovazioni formali del cubofuturismo, alle tensioni del
suprematismo e alla modernità rarefatta dell'astrazione. Il concetto di
avanguardia russa è decisamente ampio e passa dalle opere figurative adattate
alle forme del xx secolo, alle tendenze di totale novità della raffigurazione
non-oggettiva, fino alla negazione della rappresentazione su tela. Ma
l'importanza culturale del movimento risiede nel fatto di non essersi espresso
nei soli confini dell'arte, ma di aver invaso l'ambito intellettuale e sociale,
facendo della modernità un'esigenza dello spirito. Oggi, proprio nell'anno del
centenario del futurismo la mostra assume una particolare valenza, in quanto
offre al visitatore una prospettiva di analisi complementare a quella italiana,
fondamentale per apprezzare pienamente la portata del fenomeno delle
avanguardie fino al 1930, quando il suicidio di Maiakovskij ne decreta
simbolicamente la fine lasciando spazio alla svolta realista imposta da Stalin
nel 1934.
Il percorso di Villa Olmo parte con le opere di Chagall del primo periodo
russo, che esprimono il senso degli affetti e del suo stretto legame con la
città natale di Vitebsk. Tra i capolavori Gli amanti in blu del 1914, L'Ebreo rosso
del 1915 e Lo specchio, enigmatica opera ricca di spunti e
suggestioni, sempre del 1915. Quindi si arriva al lavoro che Kandinsky realizza
in circa dieci anni ispirato alla visione teorica pubblicata nel volume lo
spirituale nell'arte del 1910, con straordinarie tele astratte come Composizione.
Paesaggio del 1915 e Crepuscolo del 1917.
Il cuore narrativo della mostra è rappresentato da 20 capolavori di Malevic che
abbracciano l'intera parabola espressiva del maestro dalla fase
postimpressionista all'esperienza cubofuturista con l'opera mucca e violino
del 1913 fino all'esperienza suprematista con il celebre quadrato rosso
del 1915, e al successivo ritorno alla figurazione. Un particolare pregio
della mostra è la presenza di quindici straordinari lavori di Pavel Filonov,
maestro dell'arte analitica che per molti sarà una vera scoperta, artista
ancora poco noto al grande pubblico italiano, ma di grandissima potenza
espressiva e visionaria.
Chagall, Kandinsky, Malevic. Maestri dell’Avanguardia russa
4 aprile - 26 luglio 2009
Villa Olmo
Via Cantoni 1, Como
Info. 031-252352
Orari: 9-20, ven-dom 9-22, lunedì chiuso